«A volte desidererei più rispetto e più autoironia»

Inclusione significa garantire l’integrazione di tutti, indipendentemente dal sesso, dall’origine e dal colore della pelle. Per le FFS l’inclusione è una priorità. Isabelle Sob, collaboratrice FFS, esprime la sua opinione sulla gestione dell’integrazione all’interno dell’azienda.

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Isabelle, cosa significa per te «inclusione»?
Inclusione vuol dire poter parlare con tutti i miei colleghi senza essere mai giudicata per il colore della mia pelle o per il fatto di essere donna.

Ritieni che le FFS promuovano ed esigano l’inclusione di tutti all’interno dell’azienda?
Onestamente no. Nonostante all’interno delle FFS ci siano delle persone e dei settori che si impegnano per l’integrazione delle minoranze, purtroppo la realtà quotidiana è ben diversa da come l’azienda vorrebbe. Quando qualcuno si comporta male, nessuno mostra empatia verso la persona ferita. Per di più, non si tiene davvero conto di quanto è stato detto o fatto. Si cercano piuttosto delle giustificazioni: «Non era sua intenzione, quindi non è poi così grave». Tuttavia, l’emarginazione e il razzismo iniziano sempre da piccoli atteggiamenti.

«L’inclusione costringe a mettere in discussione i propri valori e le proprie convinzioni.»
Isabelle Sob

Molte persone non hanno un’idea chiara di cosa significhi davvero l’inclusione. In effetti, si tratta di un concetto astratto che per me rappresenta l’espressione della tolleranza, mentre per molti altri è un ostacolo che costringe a mettere in discussione i propri valori e le proprie convinzioni.

Isabelle Sob lavora per le FFS da quasi quattro anni. Avvocato originaria della Svizzera romanda, ricopre il ruolo di consulente legale per Immobili e HR ed è anche incaricata per la protezione dei dati presso HR. Inoltre, fa parte di una rete di donne delle FFS nella Svizzera romanda.

Puoi farci un esempio tratto dalla tua vita quotidiana?
Una collega che fa parte della nostra rete di donne ci ha raccontato l’esperienza che ha vissuto durante una riunione con uomini rumorosi. Quando era un uomo a parlare, gli altri lo ascoltavano con attenzione, mentre quando prendeva lei la parola, gli uomini presenti chiacchieravano tra di loro invece di darle retta.

All’interno delle FFS, hai mai avuto l’impressione di ricevere un trattamento diverso dagli altri per il semplice fatto di essere donna o per il colore della tua pelle?
Ho vissuto alcune esperienze alquanto insolite, ma il comportamento delle persone non è mai stato abbastanza esplicito da poter essere attribuito con certezza al colore della mia pelle o al mio essere donna.

«I dirigenti devono essere d’esempio ed educare all’inclusione applicandola concretamente.»
Isabelle Sob

Cosa potrebbero fare le FFS per promuovere una migliore integrazione delle minoranze?
Favorire la trasparenza. Si dovrebbero rendere noti i cattivi esempi, ovviamente in forma anonima, spiegando ai collaboratori perché determinati atteggiamenti non possono essere tollerati e come accogliere al meglio le minoranze. In questo senso, i dirigenti giocano un ruolo fondamentale e devono essere d’esempio per tutti. Spetta a loro il compito di educare all’inclusione, applicandola concretamente. Purtroppo, invece, quando qualcuno viene escluso da un gruppo, spesso il dirigente non interviene affatto o aspetta che la persona esclusa si integri o, addirittura, risolva il problema da sola.

Da rappresentante di una minoranza, c’è qualcosa che desidereresti ottenere nella tua quotidianità professionale che adesso ti manca?
A volte desidererei più rispetto nei confronti delle minoranze e anche più autoironia. Il gruppo si diverte ridendo del comportamento delle minoranze e trovo che questo sia un peccato. Mi piacerebbe se si potesse ridere di tutti e se si facessero più spesso delle battute su noi stessi come persone e non come donne, uomini o minoranze. Questo tipo di ironia ci aiuterebbe ad avvicinarci maggiormente agli altri.

Per le FFS le diversità presenti all’interno del personale sono un punto di forza. I collaboratori possono condividere le loro esperienze, aiutarsi vicendevolmente e apportare, così, un valore aggiunto all’azienda. Il settore Cultura e Leadership di HR organizza gli «Inclusion Days»: una settimana di iniziative volte a promuovere un’atmosfera inclusiva e un ambiente collaborativo. Sono previste diverse attività per favorire una gestione integrata che valorizzi la diversità e incoraggi a riflettere sul proprio modello di pensiero e comportamento.