Green Class FFS E-Car: la mia auto elettrica è davvero ecologica?

Da buon ambasciatore Green Class FFS con auto elettrica seguo attentamente tutte le notizie sull’elettromobilità. Rainer Zah, esperto di bilanci ecologici e autore dello studio che analizza opportunità e rischi dell’elettromobilità per la Svizzera, spiega quanto è realmente ecologica la mia BMW i3.

Green Class FFS E-Car: la mia auto elettrica è davvero ecologica?
Green Class FFS E-Car: la mia auto elettrica è davvero ecologica?

Il bilancio ecologico quale termine di paragone equo

Prima del colloquio mi sono informato sull’argomento e una cosa mi è stata subito chiara: per poter effettuare un confronto equo con le automobili a benzina, occorre porre sulla bilancia l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita di un veicolo elettrico. Si può ottenere una visione globale partendo dalla produzione della batteria e giungendo allo smaltimento.

Il cosiddetto bilancio ecologico include inoltre il consumo di energia nel corso di tutta la durata d'utilizzazione dell’automobile. Se dovessimo analizzare unicamente il consumo, un’auto elettrica batterebbe una a benzina già in partenza. Infatti, la fuliggine prodotta dai veicoli convenzionali è estremamente inquinante per la nostra salute.

Signor Zah, qual è il ruolo della produzione di corrente nel calcolo del bilancio ecologico?

Signor Zah: dipende dalla fonte di corrente impiegata. In Germania l’elettricità proviene ancora in gran parte dal carbone. Anche lì infatti la produzione di corrente è la causa principale delle emissioni di gas serra lungo tutto il ciclo di vita. Invece in Svizzera la produzione di corrente ne è responsabile solo per il 15 percento. In linea di principio l’elettromobilità ha un senso dal punto di vista ambientale solo se prevede l’utilizzo di elettricità prodotta da fonti rinnovabili. Quindi nel bilancio ecologico ciò che incide maggiormente è la produzione dei veicoli.

Numerosi fabbricanti di automobili hanno annunciato che in futuro produrranno solo auto elettriche. La Svizzera è in grado di produrre l’energia necessaria in modo del tutto sostenibile?

Signor Zah: Bella domanda! Negli ultimi tempi sui giornali si è potuto leggere spesso che il successo dell’elettromobilità contribuirà a un consumo di energia estremamente elevato, mettendo a rischio l’attuazione della strategia energetica. Credo tuttavia che sia importante ampliare lo sguardo. È evidente che l’elettromobilità porti a un maggiore consumo di energia, ma allo stesso tempo permette di ridurre il consumo di combustibili fossili. In linea di principio la corrente presenta molti vantaggi rispetto ai carburanti fossili: può essere prodotta localmente in Svizzera e in Europa ed è maggiormente economica ed efficiente grazie allo sfruttamento del vento, del sole o dell’energia idrica.

La produzione di combustibili fossili è invece costosa, inefficiente dal punto di vista energetico e può causare problemi in un secondo tempo. Allo stesso modo nella concorrenza dei prodotti alimentari abbiamo osservato la prima generazione di biocarburanti (biodiesel dall’olio di palma, bioetanolo dalla canna da zucchero). Il principale svantaggio dell’elettricità è senza dubbio il trasporto oneroso e lo stoccaggio. In questo campo in Svizzera la ricerca è molto attiva e nei prossimi anni emergeranno sicuramente delle nuove soluzioni innovative.

Ho sentito che le auto elettriche sono più efficienti durante tutto il ciclo di vita nell’utilizzo di energia. È corretto?

Signor Zah: Sì. Il livello di efficienza di un’auto elettrica, dal rifornimento di energia al suo movimento, varia dal 70 all’80 percento. Nel caso di un veicolo a motore a combustione l’efficienza «tank to wheel» (dal serbatoio alle ruote) varia invece dal 15 percento (traffico cittadino) a un massimo del 30 percento (traffico extraurbano regolare). Le cause risiedono nella termodinamica del motore a combustione, che trasforma in calore la maggior parte dell’energia chimica del carburante. L’efficienza del motore a combustione varia notevolmente in base al numero di giri per minuto e al carico. Ciò significa anche che dal punto di vista energetico ci serve meno della metà di corrente per sostituire la stessa quantità di carburanti fossili.

Un piccolo «vantaggio» dei veicoli a motore a combustione è che il calore di scarto viene impiegato per il sistema di riscaldamento del veicolo. Le auto elettriche impiegano invece elettricità per riscaldare in inverno.

Emissioni di gas serra di diversi mezzi di trasporto lungo tutto il ciclo di vita

Le batterie delle auto elettriche rappresentano un problema?

Al momento le batterie sono ancora il tallone d’Achille dell’elettromobilità poiché limitano l’autonomia dei veicoli e sono tutt’altro che economiche. Inoltre sono molto pesanti, il che si ripercuote a sua volta negativamente sul consumo di energia del veicolo. Infine, anche la produzione delle batterie richiede un notevole quantitativo di energia, generando un impatto ambientale della produzione decisamente elevato rispetto alle automobili con motore a combustione.

La buona notizia è che vengono costantemente fatti passi avanti nel campo della tecnologia delle batterie, sia per quanto riguarda la densità energetica sia i costi. Nel corso degli ultimi anni è stato registrato un tasso di miglioramento annuale dell’8 percento. Ciò si traduce in un raddoppiamento della densità energetica e in un dimezzamento dei costi entro 10 anni. Oggi la nuova generazione di veicoli offre un’autonomia di oltre 300 km, ma pochi anni fa i primi veicoli sul mercato svizzero raggiungevano un’autonomia di appena 150 km.

Un maggior numero di veicoli permetterà di ottimizzare ulteriormente l’infrastruttura di ricarica, affinché le batterie vengano considerate sempre meno un problema. Sicuramente anche il nostro comportamento gioca un ruolo essenziale. Ad esempio: 15 anni fa la batteria dei cellulari durava una settimana senza dover essere caricata e a nessuno veniva in mente di acquistare un cellulare da caricare ogni giorno. Oggi invece abbiamo il cellulare in mano tutto il giorno e siamo fortunati se la batteria dura fino alla sera.

Cosa ne pensa del modo in cui sta avvenendo la discussione sul bilancio ecologico? Quali aspetti importanti vengono toccati?

In generale la mobilità individuale è una questione molto emotiva che spesso non tiene conto dell’efficienza del trasporto da A a B, bensì degli aspetti riguardanti la dinamica di guida, l’acustica del motore e il suono del cambio.

Di conseguenza anche la discussione pubblica si concentra su questi aspetti. I media non sempre riportano il bilancio ambientale obiettivo e il potenziale di diversi sistemi di propulsione, ma piuttosto titoli sensazionali quali «Tesla causa più emissioni di gas serra di BMW dopo 200 000 km». Questi ultimi vengono poi ripresi e diffusi da determinati gruppi di interesse, portando a un’ulteriore radicalizzazione. Fino a che punto l’industria automobilistica vi partecipi non posso dirlo. A mio parere sarebbe pertanto auspicabile che vi fosse un consenso tra scienza, industria, governo e società, ad es. sull’impatto ambientale di una batteria agli ioni di litio, come siamo riusciti a fare per i biocarburanti in Svizzera.

Credo che alla maggior parte delle persone sia chiaro che il nostro attuale sistema di mobilità basata sui combustibili fossili debba essere completamente trasformato nel corso dei prossimi anni, se si intende ridurre in qualche modo l’effetto del cambiamento climatico.

Rainer Zah è tra i massimi esponenti in materia di bilanci ecologici in Svizzera e ha lavorato dodici anni per il Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (Empa)

Ulteriori informazioni

Lo studio (in tedesco) citato all’inizio può essere scaricato gratuitamente da vdf Hochschulverlag AG.