Sette luoghi comuni su I 2.0 – vero o falso?

Da qualche mese tra le mura di FFS Infrastruttura aleggiano termini quali «Infrastruttura 2.0» e «I 2.0», e con essi anche parecchi luoghi comuni. FFS News li ha passati al pettine per chiarire cosa corrisponde al vero.

Sette luoghi comuni su I 2.0 – vero o falso?
Sette luoghi comuni su I 2.0 – vero o falso?

1.  I 2.0 è fatto per tagliare impieghi.
Falso. In primo piano vi sono i processi e il loro orientamento ai vantaggi per i clienti. Con un’organizzazione orientata ai processi, FFS Infrastruttura persegue più obiettivi:
- prestazioni orientate alla clientela
- responsabilità e interlocutori chiari
- processi più semplici
- più margine di manovra a tutti i livelli

2.  I 2.0 è qualcosa di diverso dal Kaizen.
Vero. I 2.0 persegue un nuovo sviluppo dei processi, mentre il Kaizen mira a migliorare continuamente i processi esistenti. Entrambi vanno però nella stessa direzione, mano nella mano. I due approcci si completano ottimamente. L’attenzione del Kaizen è rivolta a piccoli miglioramenti continui. Con il programma Kaizen@Infra lavoriamo in modo mirato alla cultura del miglioramento continuo.
- Maggiori informazioni: Kaizen@Infra e I 2.0

3.  «Orientato ai processi» e «agile» sono in contraddizione.
Falso. L’orientamento ai processi si focalizza su processi di routine stabili, mentre l’agilità è focalizzata su innovazione e sviluppo. Entrambi si completano e contribuiscono alla cultura della performance perseguita dalle FFS, leggi: cultura del «volersi migliorare». Sostanzialmente un processo descrive chi fa che cosa, quando e con quali strumenti. Il grado di dettaglio può differire. In caso di attività a carattere ripetitivo o rilevanti per la sicurezza, ha senso descrivere in maniera molto dettagliata. In tal modo non occorre pensarci ogni volta. In altre situazioni, invece, un processo può essere molto aperto e anche permettere e descrivere forme di collaborazione agili.

4.  I 2.0 è un semplice «gioco dei quattro cantoni», una tempesta in un bicchiere che non cambia gran che.
Falso! I 2.0 è molto più di un semplice rimescolamento di organigrammi. Il progetto punta anche a un cambiamento di cultura e persegue i summenzionati obiettivi. Entro il 1° gennaio 2020, la struttura organizzativa di Infrastruttura sarà adattata alla logica dei processi e verranno avviati i primi adeguamenti dei processi. Per gli undici processi principali sono stati elaborati obiettivi con orizzonte 2025. Dal 2020 seguiranno altre fasi di sviluppo nei processi, in particolare laddove l’automazione consente di realizzare semplificazioni e puntualmente anche nella struttura organizzativa, ove sensato.

5.  I titolari dei processi controllano tutto, perciò I 2.0 limita i margini di manovra.
Falso. I titolari dei processi hanno la visione d’insieme dell’intero processo, ma sono i collaboratori nel processo a conoscerne i dettagli. Ciò permette loro di sfruttare al meglio il proprio margine di manovra e avviare miglioramenti all’interno del processo. Il titolare del processo assicura che queste ottimizzazioni siano adatte alla catena globale.
- Maggiori informazioni: Interview con Stephan Lanter 

6.  I 2.0 e i programmi tecnologici smartrail 4.0 e il BIM fanno a pugni.
Falso. I 2.0 definisce con i processi come deve essere fornita la prestazione. Le nuove possibilità tecnologiche rendono tali processi ancora più efficienti.

Con il programma smartrail 4.0 le ferrovie svizzere sfruttano la digitalizzazione e il potenziale delle nuove tecnologie per migliorare le capacità e la sicurezza, utilizzare in modo più efficiente l’infrastruttura ferroviaria, risparmiare sui costi e mantenere nel lungo termine la competitività della ferrovia.

Con il BIM la pianificazione, la costruzione e la gestione diventano digitali. Entro il 2025 le FFS intendono introdurre il metodo gradualmente per gli immobili e l’infrastruttura ferroviaria.
- Maggiori informazioni su smartrail 4.0
- Maggiori informazioni sul BIM

7.  La ferrovia esiste da oltre 170 anni. È inutile reinventare la ruota con I 2.0.
In parte vero. Ma con I 2.0 non si cerca di reinventare la ruota. L’obiettivo è di vedere se ci sono ruote ancora migliori o che girano meglio, per adempiere al meglio la missione. Per padroneggiare la ferrovia anche in futuro, occorre un cambiamento: semplificare le procedure così da migliorare costantemente. È necessario, poiché a fronte di prestazioni immutate ed esigenze crescenti è presto scavato il gap che pregiudica la propria competitività.