Mantenere la stazione pulita con lo smartphone

Fotografare un caffè rovesciato o un graffito con lo smartphone, inviare una comunicazione al team tramite la chat: la digitalizzazione ha trasformato il lavoro del Facility Management. Oggi molte cose sono diventate più semplici e dirette, anche se non tutto è rose e fiori.

Auf einem Kontrollgang mit dem Smartphone
Auf einem Kontrollgang mit dem Smartphone

Ci troviamo alla stazione di Winterthur in un nuvoloso giovedì mattina: Debora Müller sta svolgendo un passaggio di controllo. Con sé ha il proprio smartphone. Sul marciapiede tra i binari 8 e 9, la capoteam del Facility Management nota una pozza di colore marrone chiaro per terra. Qualcuno deve aver rovesciato il caffè. Debora tira fuori lo smartphone, scatta una foto e la invia a un collaboratore incaricato di rimuovere lo sporco. Pochi metri più in là, dietro a una colonna della pensilina ferroviaria, trova una lattina di birra mezza piena. In questo caso la butta via direttamente. «Inutile che stia a tirare in ballo i miei collaboratori.»

Quando manca il cartello del binario

In un sottopassaggio Debora s’imbatte in una sorpresina: sulla parete a sinistra della scala di accesso ai binari 4 e 5 trova un telaio metallico vuoto. Qualcuno ha smontato e rubato il cartello blu con i numeri bianchi. «Non smetto mai di stupirmi per tutto quello che trovo.» Debora tira ancora fuori lo smartphone dalla tasca del suo giubbotto arancione e scatta una foto al telaio vuoto. Questa volta la invia alla Gestione degli immobili con la richiesta di ordinare un nuovo cartello.

Sulla via del ritorno, su una parete divisoria bianca di un cantiere, Debora Müller scopre un graffito grande come due pugni. Lo smartphone torna nuovamente utile. Basta un click e la foto viene inoltrata a un collaboratore formato appositamente per la rimozione dei graffiti.

Videochiamata a causa del riscaldamento

Poco dopo Debora è seduta nel suo ufficio al secondo piano dell’edificio della stazione. Sì, la digitalizzazione ha trasformato il lavoro della pulizia, riassume. Ormai sistemi elettronici per l’affidamento degli incarichi, canali informativi e foto sono il suo pane quotidiano. Il suo smartphone suona di continuo, come se ci fosse bisogno di prove. Il collaboratore ha asciugato il caffè e, per dimostrarlo, ha inviato una foto del pavimento ancora umido.

«La comunicazione nel team è diventata più rapida e pratica», aggiunge la capoteam. Ormai Debora e i suoi colleghi si scambiano quasi tutte le informazioni tramite la chat di «Teams» in Office 365. In questo modo tutti rimangono in contatto, anche se durante la giornata si vedono a malapena. Inoltre, grazie alla digitalizzazione è possibile chiedere aiuto in tutta semplicità. Debora racconta di un collaboratore che ha fatto una videochiamata per poterle dimostrare lo strano rumore di un impianto di riscaldamento.

Non lasciare soli i collaboratori

Ma quindi la digitalizzazione è la base per avere collaboratori pienamente soddisfatti? Non proprio, ammette Debora Müller. C’è voluto tempo prima che i collaboratori si abituassero allo smartphone. Alcuni segnalano ancora difficoltà con l’uso di applicazioni complesse e con l’obbligo di reimmettere sempre la password. Oltretutto, le nuove applicazioni non funzionano sempre in modo impeccabile. Per chi non ha molta dimestichezza con i programmi elettronici, è un attimo sentirsi sopraffatti.

In effetti, le capita spesso di sentire frasi come: «Ora metto il cellulare nel microonde e lo accendo», racconta la capoteam sorridendo. Pertanto, ritiene che tra i suoi compiti vi sia anche quello di aiutare i collaboratori a superare gli ostacoli tecnici. «È importante che le persone non si sentano lasciate sole con le loro difficoltà.»

La voglia di digitalizzazione

Il mondo evolve e con esso anche la digitalizzazione. Nei prossimi anni i collaboratori dovranno confrontarsi con ulteriori novità e cambiamenti. Cosa si augura Debora Müller per sé e per il suo team? La risposta è rapida come un click: «Applicazioni che ci aiutino nel lavoro quotidiano e che non comportino un onere aggiuntivo.»

Debora pensa ad esempio agli indicatori di livello elettronici per i cestini dei rifiuti. «Aumenterebbero la flessibilità e l’efficienza dei collaboratori. Invece di fare sempre lo stesso giro con i loro carrelli per le pulizie, potrebbero dirigersi a colpo sicuro verso i cestini pieni.» La conseguenza facilmente prevedibile: meno cestini pieni, clienti più soddisfatti e più collaboratori entusiasti della digitalizzazione.

Nei prossimi anni la digitalizzazione trasformerà profondamente le professioni, anche delle FFS. Al fine di accompagnare i collaboratori lungo la strada del cambiamento, le FFS hanno lanciato il programma «fit4future» (accessibile solo ai dipendenti). L’obiettivo è definire le competenze di cui avranno bisogno in futuro le FFS e le modalità attraverso cui i collaboratori potranno mantenere la propria competitività sul mercato del lavoro.