«Più di un semplice cartellone»: cosa rappresenta il design FFS?

Andres Janser è il curatore del Museum für Gestaltung di Zurigo. È la prima volta che in Svizzera si svolge un'esposizione completamente dedicata al design delle FFS: il collante visivo e virtuale che dà all'azienda un volto che rimane impresso nel tempo.

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«La mostra delle FFS è in ritardo di qualche decennio» 

Nel video Andres Janser, curatore dell’esposizione, espone le sue motivazioni.

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«È interessante per il pubblico scoprire che un'azienda nazionale come le FFS vanta una ricca storia in fatto di design.»
Andres Janser, curatore

Nella cornice del Museum für Gestaltung di Zurigo, la storia del design delle FFS viene accuratamente documentata dai suoi albori nel 1902. L’elettrificazione della ferrovia e l’introduzione dell'orario cadenzato nel 1982 rientrano nella nozione di design. Andres Janser annovera anche la decisione di offrire, alla fine degli anni Ottanta, un abbonamento straordinariamente conveniente: il metà-prezzo. Questo ebbe una grande risonanza – che continua tuttora – e contribuì a trasformare le FFS nell’azienda di trasporti stimata a livello nazionale che è oggi.

«Si tratta questa di una forma immateriale di design.»
Andres Janser, curatore

Alle FFS il design significa molto più di un semplice cartellone pubblicitario. E questa molteplicità si riflette nell'esposizione di Zurigo.

Che cosa rende il design delle FFS così vincente?

Janser è convinto che «per un'azienda di trasporti come le FFS, il design diventa vincente quando non lo si nota più». Ne è un esempio il sistema di segnalazione con i pittogrammi blu, che crea un quadro uniforme e costituisce un elemento di riconoscimento. Lo stesso principio vale per l'ergonomia di una sedia: è comoda solo se non si sente nient'altro che la comodità. Inoltre, il design è ed è sempre stato uno strumento di comunicazione e di marketing.

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Le FFS vantano una lunga e ricca storia di illustrazioni e pubblicità. Nella concezione della mostra abbiamo dovuto affrontare due sfide, spiega Janser. Da un canto dovevamo esporre oggetti e testimonianze temporali che oggi non esistono più: «Volevamo mostrare cose di cui conosciamo l'esistenza, ma che non si trovano più nella loro forma originale».

La seconda sfida è stata più facile: nonostante quelli andati persi, a Janser non mancavano certamente oggetti da esporre, al contrario: «Ci sono tantissime persone, sia collaboratori FFS sia esterni, che hanno accumulato nel tempo innumerevoli oggetti e conoscenze. Avevamo l'imbarazzo della scelta e abbiamo dovuto compiere una severa selezione tra gli innumerevoli possibili elementi da presentare alla mostra». Le FFS fanno leva sulle emozioni. La Svizzera e i suoi abitanti hanno tutti qualcosa che li unisce alle FFS e quindi anche al design dell'azienda.

Uno sguardo al futuro

Resta infine ancora una domanda a cui cercano di dare risposta le FFS e il curatore della mostra: viaggiare in treno in Svizzera manterrà anche in futuro lo stesso valore? Andres Janser sembra non avere dubbi in proposito: «La ferrovia come mezzo di trasporto di massa rimarrà sempre importante. In Svizzera il modo più veloce e comodo per andare da A a B è con i trasporti pubblici». Sicuramente ci saranno nuovi sviluppi, «ad esempio per quanto riguarda la catena di mobilità e la combinazione dei più svariati mezzi di trasporto», ma una cosa è certa: «i viaggi in treno saranno d'attualità anche tra 50 anni».

L'esposizione sul design delle FFS al Museum für Gestaltung di Zurigo è stata inaugurata in agosto e prosegue fino al 3 gennaio 2020. Una visita alla città sulla Limmat vale quindi senz'altro la pena. Naturalmente in treno.

Consigli di lettura: nello shop FFS è in vendita per tutti gli appassionati del genere la ristampa del manuale cult «Fahrgastinformationssystem» sul sistema di informazione ai viaggiatori di Josef Müller-Brockmann, l'«inventore» dell'odierna segnaletica. Il libro è disponibile in versione bilingue tedesco e inglese.