Chillon: un castello tutto per me

In occasione del ventennale di RailAway ho avuto la possibilità di dare un’occhiata dietro le quinte del Castello di Chillon, un gioiello della regione legato a tanti bei ricordi dell’infanzia.

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Arrivo alla piccola stazione di Veytaux-Chillon ai primi chiarori di una umida e grigia mattina di novembre. Mi incammino lungo il lago, accompagnato soltanto dallo sciabordio delle onde e da una pioggerellina impalpabile, per raggiungere l’imponente struttura del castello, distante qualche centinaio di metri. L’atmosfera un po’ lugubre è perfetta per ritrovarsi praticamente da soli all’interno di questo monumento e aiutare i custodi a prepararlo per l’apertura al pubblico!

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Preparazione del castello per l’apertura

Jean-Marc, custode del Castello di Chillon da 19 anni, viene ad aprirmi la porta di legno che mi impedisce l’accesso e mi accoglie calorosamente, facendo subito trapelare la profonda passione che prova per il «suo» castello e la storia che lo accompagna. Iniziamo con il nostro piccolo sopralluogo per l’allestimento, che richiede circa un’ora e 40 minuti e tre custodi. Si tratta di un’apertura «base», senza i compiti supplementari da svolgere se ad esempio ci fosse stato un banchetto il giorno prima: si accende l’illuminazione, vengono sistemati alcuni elementi dell’arredamento, si passa un panno sui terminali touchscreen, si toglie la polvere e così via. Periodicamente vengono svolti lavori più impegnativi: una volta all’anno, ad esempio, vengono pulite tutte le finestre e tolte le ragnatele dai soffitti. Due custodi devono dedicarsi esclusivamente a questo genere di mansioni per ben due giornate e mezzo!

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Alla salute, e buona notte!

Di salone in salone, di stanza in stanza, ho il privilegio di una emozionante visita guidata privata. Jean-Marc mi ricorda in particolare che i letti dell’epoca erano relativamente corti, sia perché le persone erano più basse di oggi, sia perché non dormivano completamente sdraiate, bensì con la schiena sollevata, in posizione quasi seduta. Sul piano più pratico è ipotizzabile che le persone dormissero bene in questa posizione poiché ognuno consumava in media 2 litri di vino al giorno, persino i bambini! La gradazione alcolica era tuttavia meno elevata di quella attuale. Il territorio del castello comprende peraltro un vigneto da cui si ottiene un vino bianco, il «Clos de Chillon Grand Cru», e da poco anche un rosso, il «Clos de Chillon», conservato in botti nei sotterranei del castello.

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Un luogo di lavoro senza eguali

Nella bella stagione i custodi si occupano anche degli spazi esterni e della piccola spiaggia adiacente al castello e ben visibile da una torretta. Da questa posizione sopraelevata, mi spiega Jean-Marc, lui ama ammirare il lago da diverse prospettive, ma anche le montagne o la vicina Francia, con scorci che cambiano continuamente a seconda delle stagioni e delle condizioni meteorologiche. Gli piace anche ritrovarsi solo all’interno del castello, avvolto dalla calma e dal silenzio… anche se talvolta interrotto da cigolii e scricchiolii inquietanti.


François in visita al castello di Chillon, ieri e oggi.

Ricordi d’infanzia

Nel corso della nostra ronda mostro a Jean-Marc una foto d’infanzia che mi ritrae in posa davanti a un’armatura e gli chiedo se per caso sia ancora lì. Andiamo a controllare, ma non la troviamo. Ciononostante ho il privilegio di ammirare da vicino altri esemplari, solitamente protetti da una teca in plexiglas che Jean-Marc apre per me. Un altro ricordo che mi è rimasto impresso: le famose latrine medievali, semplici buchi in un’asse appoggiata a picco sul lago. Con mia grande sorpresa, Jean-Marc mi racconta che più volte ha sorpreso alcuni visitatori che le stavano utilizzando!

Apertura al pubblico

Ora il castello è pronto ad accogliere i visitatori della giornata. Assisto al briefing quotidiano di tutta la squadra prima di fare tappa alla cassa, dove mi viene spiegata la logistica relativa ai diversi tipi di biglietti di ingresso, in particolare quelli dei clienti RailAway. In questa mattina di novembre l’affluenza è contenuta, ma il mese di dicembre, con le attività animate proposte in occasione delle festività, attirerà sicuramente moltissime persone.


François Torche

Con François al castello di Chillon

François lavora da 13 anni nel team RailAway di Losanna, dove fornisce assistenza ai partner della Svizzera occidentale nell’ambito di eventi, arte, cultura e turismo.