Con il nuovo orientamento, il Traffico merci FFS garantisce a lungo termine un trasporto merci rispettoso dell’ambiente in Svizzera, mantenendo al contempo i posti di lavoro.
La trasformazione è necessaria: il Traffico merci FFS registra un deficit annuo di 76 milioni di franchi nel 2024 ma non è un servizio pubblico e deve diventare economicamente autosufficiente.
Nell’ambito di un riorientamento del traffico combinato vi sarà una riduzione di circa 65 posti di lavoro in tutta la Svizzera entro la fine del 2025, di cui circa 40 in Ticino. Tuttavia, in Ticino non ci saranno licenziamenti. Le FFS si assumono la propria responsabilità di datore di lavoro in Ticino e mantengono fede alla parola data: a tutti i circa 40 collaboratori e collaboratrici interessati sarà offerta una soluzione in Ticino, in conformità con il contratto collettivo di lavoro.
Il traffico combinato in Svizzera si focalizza sull’asse nord-sud.
Per la Svizzera, l’obiettivo di trasferimento dalla strada alla rotaia nel traffico di transito rimane nonostante la sospensione anticipata dell’Autostrada viaggiante: le FFS contribuiscono ad aumentare a lungo termine la circolazione delle merci su rotaia; l’obiettivo potrà essere raggiunto solo con una gestione efficiente ed economicamente sostenibile del traffico merci.
Per il futuro del Traffico merci FFS è indispensabile un nuovo orientamento. Questo articolo mette in luce i principali aspetti e le conseguenze, in particolare per quanto riguarda il Ticino.

Il Traffico merci delle FFS sta vivendo un momento di crisi: un deficit strutturale (–76 milioni di franchi nel 2024), materiale rotabile obsoleto e un calo dei volumi di un terzo negli ultimi dieci anni, nonostante una rete capillare e prezzi contenuti. La Confederazione, in quanto proprietaria delle FFS, richiede offerte economicamente indipendenti nel trasporto merci su binari. Le FFS offrono ai loro clienti nel traffico merci tre modalità di trasporto: traffico combinato (TC), traffico a carri isolati (TCI) e traffico a treno completo. Attualmente il traffico a treno completo copre i propri costi, mentre il TC e il TCI sono in forte perdita. Per questo è necessaria una trasformazione fondamentale del Traffico merci delle FFS.
Il quadro di riferimento è costituito dal concetto «Suisse Cargo Logistics» presentato nel 2022 (maggiori informazioni al
Nel traffico combinato (TC) i container, i container cisterna, le casse mobili o i rimorchi per autocarri vengono trasportati in modo combinato su strada e rotaia. Il trasbordo dalla strada alla ferrovia avviene di solito con una gru, in un impianto apposito. Merci tipiche sono pacchi, prodotti chimici o beni di consumo. Il traffico combinato rappresenta solo il 6% circa dei servizi di trasporto di FFS Cargo Svizzera. Con un fatturato di 18 milioni di franchi, attualmente nel TC le FFS registrano perdite per 12 milioni di franchi. Per rendere redditizio il TC secondo le disposizioni della Confederazione, le FFS ne reimpostano l’assetto. La prima misura concreta da parte delle FFS, come comunicato a maggio 2025 (ulteriori informazioni nell’articolo
La persistente fragilità dell’infrastruttura ferroviaria in Germania e il conseguente aumento dei costi compromettono il traffico combinato (TC) in tutta Europa, mettendo a dura prova SBB Cargo International e Hupac. Un nuovo modello di produzione contribuirà a rendere l’offerta competitiva sul mercato.
Entro fine anno le FFS sospenderanno i traffici non redditizi, in particolare i treni di transito per DB Cargo (i cosiddetti treni partner). I treni partner sono treni accorpati da DB Cargo in Germania per il transito verso l’Italia e gestiti da frontiera a frontiera sul territorio nazionale da FFS Cargo Svizzera. Questi treni vengono poi ripresi da DB Cargo a Chiasso. I trasporti restano su rotaia, gestiti da un’altra ITF. L’ulteriore partnership con DB Cargo nell’ambito dei trasporti di importazione ed esportazione da e per la Germania non è influenzata da questa decisione.
Nel traffico a carri isolati (TCI), i treni merci vengono composti con carri di diversi speditori e destinatari. I carri vengono per lo più caricati e scaricati su una rampa (ad esempio piccole partite su paletta, lettere, acqua minerale o cemento). In questo ambito le FFS registrano da anni perdite per decine di milioni (2024: circa 76 milioni di franchi). Dopo la decisione politica di incentivare finanziariamente per un determinato periodo di tempo il traffico a carri isolati, attualmente FFS Cargo Svizzera sta elaborando, in collaborazione con i grandi clienti, un nuovo modello di produzione orientato alla clientela e ottimizzato in termini di costi, per gestire a livello svizzero il maggior numero possibile di trasporti in una rete efficiente.
Il nuovo modello di produzione nel TCI e la revisione della rete di trasporto modificano il fabbisogno di personale e di locomotive. Le FFS devono impiegare il proprio personale laddove ci sono merci da trasportare. Di conseguenza ci saranno dei trasferimenti. Inoltre, le FFS dovranno ridurre il numero dei depositi per i propri collaboratori. Secondo lo stato attuale della pianificazione, ci saranno dei cambiamenti per il personale di locomotiva a Briga, Buchs SG e Chiasso. Maggiori informazioni al riguardo sono disponibili nell’articolo su
A maggio 2025 RAlpin SA – una joint venture tra FFS, BLS e Hupac – ha annunciato che sospenderà l’Autostrada viaggiante entro la fine del 2025, ossia in anticipo rispetto al termine di fine 2028 previsto in precedenza (ulteriori informazioni nel
Gli sviluppi illustrati si ripercuotono sul personale anche in Ticino, dove purtroppo entro la fine del 2025 circa 40 posti non saranno più necessari. Le FFS sono consapevoli di questa responsabilità particolare e intendono compiere questo passo indispensabile in modo socialmente sostenibile.
Più concretamente, dei circa 40 collaboratrici e collaboratori ticinesi interessati nessuno sarà licenziato. In questo contesto le FFS agiscono naturalmente nel rispetto del CCL.
Le FFS si assumono la propria responsabilità sociale in veste di datore lavoro e mantengono fede alla parola data: a tutti i circa 40 collaboratori e collaboratrici interessati sarà offerta una soluzione in Ticino, in conformità con il contratto collettivo di lavoro.
Per due terzi è già stata trovata una soluzione e fatta loro un’offerta: si trasferiranno nelle divisioni FFS Infrastruttura e Viaggiatori in Ticino oppure andranno in pensione. Nelle prossime settimane, ai restanti collaboratori saranno sottoposte le offerte per il passaggio all’affiliata TILO. In alternativa, le FFS offrono la possibilità di un impiego volontario temporaneo in altre regioni in cui sussiste attualmente fabbisogno.
No, al contrario. Il Cantone è e rimane una regione importante per il traffico merci e viaggiatori. Negli ultimi cinque anni, le FFS hanno creato 260 nuovi posti di lavoro in Ticino. Il Gruppo continua a investire, ad esempio con la costruzione del Nuovo stabilimento industriale ferroviario di Arbedo-Castione dove sono previsti almeno 360 posti di lavoro e 80 posti di formazione. In Ticino le FFS impiegano in totale circa 2200 persone.
Le FFS prendono molto sul serio le preoccupazioni del personale, delle parti sociali e del mondo politico e mantengono con questi interlocutori un contatto costante. Comprendono le domande e le preoccupazioni e sono consapevoli della propria responsabilità in Ticino. Anche in futuro, le FFS resteranno un buon datore di lavoro e offriranno posti di lavoro qualificati, garantiranno un traffico merci rispettoso dell’ambiente e contribuiranno al trasferimento del traffico sull’asse nord-sud.
Proprio a questo scopo le FFS devono modernizzare il traffico merci su rotaia, secondo il mandato politico e in stretta collaborazione con politica, parti sociali, stakeholder e clienti. Le FFS sono consapevoli di dover spiegare ancora meglio il piano di trasformazione.
Con un fatturato di 18 milioni di franchi, attualmente nel TC le FFS registrano perdite per 12 milioni di franchi. Per gestire il TC in modo redditizio, si concentrano quindi sull’asse nord-sud, dove la domanda è molto elevata. L’offerta sarà potenziata con un servizio navetta – è previsto un collegamento diurno e notturno per giorno e direzione tra Dietikon (ZH) e Stabio (TI) – che consentirà di raddoppiare i trasporti sull’asse.
Per contro, i terminali non redditizi non saranno più gestiti dalle FFS, ma potranno continuare a essere utilizzati dalle ferrovie merci. Ciò significa che in queste sedi le FFS non trasborderanno più merci dalla strada alla rotaia nell’ambito della loro offerta di traffico combinato. Se un cliente dovesse avere necessità, le FFS continueranno comunque a usare questi impianti, che del resto sono accessibili a qualsiasi ferrovia merci. Le FFS stanno anche valutando la possibilità di far gestire a terzi alcuni terminal. Per quanto riguarda il mantenimento dell’operatività del terminale di Cadenazzo, le FFS sono attualmente in trattativa con la Posta. In futuro, quest’ultima intende infatti prendere in locazione il terminale e gestirlo in autonomia. Da dicembre le FFS introdurranno per la Posta un treno supplementare, aumentandone dunque il numero a cinque rispetto agli attuali quattro.
No, solo a prima vista. L’attuale modello di produzione del TC non è competitivo sul mercato ed è troppo costoso. Le FFS creeranno entro il 2026 il primo collegamento del nuovo modello di produzione ottimizzato sotto il profilo dei costi in base al concetto «Suisse Cargo Logistics». Con il servizio navetta sull’asse nord-sud, oggetto di forte domanda, verrà rafforzato il collegamento transalpino tra Dietikon e Stabio e messa alla prova la nuova offerta. Se la fase di test di questo servizio navetta avrà successo, le FFS estenderanno l’offerta al traffico combinato in tutta la Svizzera. Tuttavia, ciò richiede terminali completamente diversi rispetto agli impianti di trasbordo esistenti, che hanno una capacità molto ridotta. Gli attuali terminali sono troppo piccoli, i binari troppo corti e non sufficientemente automatizzati. In base a Suisse Cargo Logistics occorrono binari lunghi 400 metri e gru completamente automatizzate per trasbordare i container dalla strada alla ferrovia su larga scala. Ciò consente un esercizio redditizio. Le FFS sono in dialogo con la Confederazione, i Cantoni e i potenziali clienti per assicurare le superfici e ottenere i finanziamenti necessari per la nuova infrastruttura.
No. Con il concetto «Suisse Cargo Logistics», a partire dal 2050, circa un milione di corse di autocarri all’anno saranno trasferite su rotaia. Nella peggiore delle ipotesi, il riassetto del TC si tradurrà ogni giorno in 70 trasporti supplementari con autocarri, ossia circa 20 000 all’anno. A titolo di confronto, oggi sulle strade svizzere vengono effettuati circa 30 milioni di trasporti con autocarri.
Nel 2023 l’Autostrada viaggiante ha trasportato 80 000 autocarri su rotaia, pari solo al 7% dell’intero traffico di transito combinato. L’obiettivo è quello di mantenere almeno il 50% dei clienti su rotaia nel TC non accompagnato, evitando così che i loro autocarri transitino in futuro attraverso il Brennero o il Gottardo.
No, al contrario: lo stanno rendendo redditizio e quindi sostenibile per il futuro. Negli ultimi anni è stata gestita una grande rete a prezzi costantemente bassi, mentre le FFS hanno perso circa il 30% del volume. In altre parole, una grande offerta non porta automaticamente a un aumento del traffico ferroviario. Alla luce del deficit del traffico merci di 1,3 miliardi di franchi accumulato negli ultimi anni e della perdita di circa 76 milioni di franchi registrata l’anno scorso, le FFS non possono permettersi ulteriori perdite. Per scelta politica, il traffico merci in Svizzera non è un servizio pubblico.
No, al contrario. In quanto ferrovia merci, le FFS vogliono effettuare un maggior numero di trasporti su rotaia. In veste di proprietaria, la Confederazione si aspetta che coprano i loro costi. Esiste un mandato di trasferimento modale solo sull’asse transfrontaliero nord-sud, ma non per il traffico merci nazionale. Il traffico merci è un mercato liberalizzato e non un servizio pubblico. Ciò è stato confermato dal Parlamento federale quando ha modificato la legge sul trasporto di merci nella primavera di quest’anno.
No. Non ci sono ipotesi di chiusura. Dal 2023 a Chiasso è in funzione un nuovo stabilimento per la manutenzione della flotta del traffico merci. È e rimarrà uno stabilimento importante per le FFS.
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