Le FFS si erano prefisse alcuni obiettivi per il 2020. Per soddisfare i requisiti sempre più elevati legati al mantenimento dell’infrastruttura esistente (sicurezza, sollecitazione, puntualità), hanno pianificato numerosi progetti e hanno quindi richiesto alla Confederazione una quantità di fondi maggiori di quelli stanziati nella convenzione sulle prestazioni (CP) per l’anno in corso. Tuttavia è emerso che ciò non è possibile.
Il motivo è presto detto: con la convenzione sulle prestazioni (CP) la Confederazione finanzia per quattro anni l’esercizio e il mantenimento dell’infrastruttura ferroviaria esistente attingendo al Fondo per l’infrastruttura ferroviaria (FInFer). Per il periodo CP 2017-2020 le FFS ricevono complessivamente 7,6 miliardi di franchi, suddivisi in tranche annuali.
In fase di pianificazione le FFS sono partite dal presupposto di poter compensare i fondi non utilizzati nei primi due anni usufruendone nel 2019 e nel 2020. Ciò significa che per l’anno in corso hanno previsto di utilizzare più fondi di quelli effettivamente disponibili. Le tranche annuali della CP inserite originariamente nel budget sono tuttavia vincolanti.
In altre parole, per i progetti 2020 le FFS dispongono di meno risorse finanziarie di quanto avessero previsto. Devono quindi rivedere la loro pianificazione operando un taglio di 300 milioni di franchi e ridefinire le priorità dei progetti. Ciò significa che alcuni progetti di costruzione, anche a causa dei ritardi dovuti al coronavirus, dovranno essere rinviati all’anno successivo.
Tali rinvii non avranno pressoché alcun effetto sull’offerta e sul cambiamento d’orario 2021. Le misure di accelerazione varate per gli interventi di costruzione rilevanti per l’offerta (tra i quali la sponda est del Lago di Zugo) permetteranno tuttavia di rispettare i piani per la messa in esercizio. A essere rinviati saranno diversi progetti per l’accesso senza barriere alla ferrovia (Legge federale sull’eliminazione di svantaggi nei confronti dei disabili LDis). La disposizione di legge che impone di garantire l’accesso senza barriere entro la fine del 2023 potrà comunque essere soddisfatta.




