Nuovo stabilimento industriale FFS Ticino: uno sguardo da vicino

Nel corso degli ultimi mesi il progetto del nuovo stabilimento industriale FFS in Ticino è stato oggetto di numerosi articoli e interventi sulle testate cantonali. Con questo scritto le FFS desiderano fare chiarezza e fornire tutte le informazioni necessarie all’opinione pubblica.

Nel mese di dicembre 2017 Cantone Ticino, Città di Bellinzona e FFS hanno sottoscritto la Lettera d’Intenti per il nuovo stabilimento industriale FFS in Ticino che, come definito nel documento, andrà a sostituire le attuali Officine a partire dal 2026, anno della sua prevista messa in esercizio. Nel corso degli ultimi mesi sono stati numerosi gli articoli e le prese di posizione in merito a questo nuovo e importante progetto; con l’audizione, lo scorso 11 settembre, di fronte alla Commissione della Gestione del Cantone, prima, e della Città di Bellinzona, poi, le FFS hanno chiarito tutti i punti che riguardano il nuovo stabilimento e il sedime attuale, punti che intendiamo elencare qui di seguito.
 

1. Perché è necessario un nuovo stabilimento industriale in Ticino?

Trasferire le attività delle attuali Officine in un nuovo stabilimento tecnologicamente all’avanguardia è una necessità dalla quale non si può prescindere. Questo per motivi tecnici basilari. A partire dalla metà del 2019 sull’asse Nord-Sud circoleranno i nuovi treni GIRUNO, la cui manutenzione è prevista in Ticino. Nell’attuale stabilimento non è possibile adattare i processi alle nuove necessità della manutenzione. L’esempio GIRUNO è in questo senso molto chiaro. I nuovi treni misureranno infatti 202 m di lunghezza. Le attuali Officine hanno un unico binario adatto a questa lunghezza (220m); questo binario non è predisposto per la manutenzione leggera. Con l’entrata di un solo GIRUNO, tutta l’Officina rimarrebbe bloccata completamente, cosa assolutamente impensabile. A causa dell’alta frequenza per la manutenzione leggera dei modelli Flirt (convogli del traffico regionale) non sarebbe possibile combinare le attività di manutenzione pesante e leggera sul sedime attuale. La stazione di Bellinzona risulterebbe quindi, dal punto di vista della tecnica ferroviaria, parzialmente bloccata, ciò che pure non è accettabile per il buon funzionamento della rete ferroviaria.
 

2. A quanto corrisponde l’investimento per il nuovo stabilimento? Come sarà finanziato?

L’investimento previsto per il nuovo stabilimento industriale è di 360 MCHF, dettagliato come segue:

  • Investimenti del nuovo stabilimento (294 MCHF)

  • Costi di smantellamento dei vecchi siti “Officina Bellinzona” (IW) “Impianto di servizio” (SA) Bellinzona (29 MCHF)

  • Ammortamento straordinario dei fabbricati e macchinari di IW Bellinzona e SA Bellinzona (37 MCHF)

Il nuovo stabilimento industriale sarà finanziato tramite:

  • Mezzi propri FFS 180 MCHF

  • Contributo di Cantone e Città di 120 MCHF (da confermare)

  • Contributo della Confederazione nell’ambito dei contributi per le infrastrutture ferroviarie e altre politiche di sviluppo economico 60 MCHF (da confermare)

Quale controprestazione a Cantone e Città, FFS SA cederà loro in proprietà:

  • superfici per un totale di ca. 45'000 m2, comprensive dell’edificio tutelato denominato “Cattedrale”

  • le superfici esterne di uso pubblico quali ad esempio strade, piazze e percorsi pedonali, stimate in 10’000-15'000 m2, delle superfici destinate alle FFS.

 

3. Che tipo di manutenzione sarà svolta nel nuovo stabilimento industriale?

Complessivamente nel nuovo stabilimento industriale saranno manutenuti la flotta FLIRT (Traffico regionale) e la flotta per la lunga percorrenza GIRUNO e ETR 610. Per i treni FLIRT (49) e GIRUNO (29 per manutenzione pesante, 15 per manutenzione leggera) si effettuerà sia la manutenzione leggera sia la manutenzione pesante. Per gli ETR 610 (19) unicamente la manutenzione pesante.

 

4. Le parole di Andreas Meyer del 2 agosto scorso sono sembrate un ricatto al Ticino. Corrisponde al vero che i tempi per il nuovo stabilimento sono stretti?

Considerate le tempistiche della messa in servizio dei GIRUNO di cui sopra, risulta quanto mai urgente iniziare la pianificazione di questo nuovo comparto industriale e garantirne al contempo il finanziamento. Questa cosiddetta finestra di opportunità, alla quale si riferiva Andreas Meyer, va quindi presa seriamente in considerazione.

Per le FFS è importante che tutto il processo democratico legato al finanziamento del nuovo stabilimento sia concluso entro giugno 2019. Da quel momento le attività di progettazione devono essere intensificate per arrivare all’obiettivo imperativo della messa in esercizio in gennaio del 2026.

 

Le FFS hanno già valutato soluzioni alternative a Castione-Arbedo?

No. Quanto affermato su un quotidiano negli scorsi giorni non corrisponde al vero ed è disinformazione allo stato puro; le FFS non hanno sondato alcun tipo di alternativa a Castione-Arbedo, sedime che, ad oggi, resta l’unica opzione concreta e valida.

 

5. Perché è stato scelto il sedime di Castione-Arbedo e non quello di Bodio o di Osogna (Lodrino)?

La scelta del sedime di Castione-Arbedo è stata oggetto di numerose verifiche da parte degli esperti FFS. Come descritto in precedenza, per motivi tecnici essenziali, la necessità di trasferire le attività dalle attuali Officine in uno stabilimento tecnologicamente all’avanguardia è più che mai d’attualità.

In una prima fase, per il tramite di una verifica di fattibilità (esercizio, orario, sviluppo dei territori FFS futuri), sono state prese in esame 7 possibili “nuova località”; grazie a questa verifica sono state identificate 3 possibili localizzazioni: Castione-Arbedo, Bodio e Lodrino.

In una seconda fase, per determinare quale dei 3 possibili siti fosse la più idonea, sono stati scelti criteri di valutazione a livello aziendale, ambientali e socio-economici.

Idealmente la posizione idonea, per una produzione ottimale per un centro di manutenzione di una specifica flotta, si posiziona ad un’estremità della linea di utilizzo. Considerando il triangolo base del traffico TILO (Castione-) Bellinzona-Locarno-Lugano(-Mendrisio) previsto dal 2026, si evince che un posizionamento centrale in questo triangolo non sarebbe stato più confacente alle esigenze rispetto ad uno esterno (per esempio Camorino/Giubiasco). Un allontanamento da uno dei vertici del triangolo implica maggiori costi di produzione.

A queste considerazioni puramente aziendali vanno aggiunte le ponderazioni esplicate pure a livello ambientale e socio-economico, le quali hanno portato in ogni caso alla scelta della variante più idonea (Castione-Arbedo), ciò comunque considerando lo sviluppo dell’offerta Cargo e Passeggeri sull’asse Nord-Sud a partire dal dicembre 2020, con la messa in esercizio della galleria di base del Monte Ceneri.

In conclusione, la raggiungibilità e l’operatività di Bodio rispettivamente Lodrino è risultata nettamente inferiore rispetto a quella di Castione-Arbedo, la quale è preferibile sotto tutti gli aspetti produttivi, sia dal punto di vista delle tracce a disposizione sia per i tempi di percorrenza necessari ai collegamenti ed i relativi costi di produzione.

La possibilità di sostituire le composizioni al punto di inversione di corsa (nello specifico a Castione) è determinante per la gestione stabile del traffico, per il funzionamento efficiente dell’IHA e dell’offerta del traffico Regionale TILO, come pure per la necessaria flessibilità operativa che ne deriva. Questo punto è imperativo per la manutenzione leggera e per una gestione efficiente ed economicamente sostenibile del materiale rotabile TILO. È infine pure evidente che il punto d’incrocio della Giustizia è di rilevante complessità, risolvibile unicamente con ingenti investimenti infrastrutturali supplementari: salto montone oppure un nuovo binario di sorpasso tra Castione e la Giustizia, oltre ad adeguamenti tecnici importanti per adattare l’infrastruttura alla stazione di Bodio.

Tempi di percorrenza e relativi costi

I tempi di percorrenza delle composizioni da Chiasso e da Melide per Castione, Osogna (Lodrino) e Bodio sono indicati qui di seguito:

Chiasso-Castione                   86 minuti

Chiasso-Osogna (Lodrino)    96 minuti

Chiasso-Bodio                        116 minuti

Melide-Castione                     44 minuti

Melide-Osogna (Lodrino)       54 minuti

Melide-Bodio                          74 minuti

I maggiori costi di trasferimento devono essere calcolati su un lasso temporale di 40-50 anni - anni di vita calcolati per il nuovo stabilimento industriale - pari cioè, per 50 anni, a ca. 46 milioni di CHF.

A Castione-Arbedo vi sono circa 78’515 m2 di superficie avvicendamento culture (SAC) che andranno sacrificati per il nuovo stabilimento; questa superficie sarà compensata?

Le FFS sono consapevoli della situazione e non sottovalutano la problematica. Le FFS stanno analizzando delle soluzioni e collaborano strettamente, per questo importante punto, con il Cantone e con l’UFT.

 

6. Sono previsti licenziamenti nel nuovo stabilimento?

No. Il tema legato ai posti di lavoro è importante per le FFS. Ribadiamo pertanto che non sono previsti licenziamenti di collaboratori con contratto CCL FFS in vista del nuovo stabilimento industriale. La riduzione avverrà unicamente con la fluttuazione naturale.

 

7. Quanti posti di lavoro sono previsti nel nuovo stabilimento?

Per il nuovo stabilimento sono previsti circa 200-230 posti di lavoro. Ciò include il personale di produzione e amministrativo, vale a dire le aree a monte come la tecnologia, AVOR, pianificazione, logistica, acquisti, gestione degli impianti, gestione, ecc. E questo è assicurato. Una tendenza al rialzo è sempre possibile a seconda dello sviluppo del mercato (vedi collaborazioni/incarichi terzi).

Per questi 200-230 collaboratori è prevista una riqualifica professionale, così da prepararli alla tecnologia avanzata del nuovo stabilimento, dove digitalizzazione e automazione saranno fortemente integrati nei processi lavorativi. Le FFS hanno stanziato 8 MCHF per la riqualifica dei propri collaboratori, pari a circa 40'000 franchi per ogni singolo collaboratore, un valore molto elevato rispetto ad altri settori industriali.