Un graduale ritorno alla normalità

Da qualche mese la situazione legata alla pandemia da Coronavirus sta migliorando: i contagi diminuiscono e la gente riprende a muoversi con più libertà. Anche le FFS assistono a una ripresa. Massimo Camponovo, Responsabile del Centro Viaggiatori alla stazione di Lugano, la vive in prima persona.

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Massimo Camponovo ha vissuto l’ultimo anno abbondante di pandemia al fronte. Insieme al suo team si è trovato confrontato con le prime avvisaglie di Coronavirus, ma ciononostante ha sempre proseguito con il suo lavoro a favore dei clienti. Oggi è possibile guardare al futuro con più certezze e con una buona dose di fiducia.

Massimo, raccontaci quest’ultimo anno di pandemia. Com’è stato per voi a Lugano?

La situazione presso il Centro Viaggiatori di Lugano ha vissuto un’evoluzione, di pari passo con lo sviluppo della pandemia. Il Ticino è stata la prima regione in Svizzera ad essere colpita dal Coronavirus e, almeno inizialmente, i colleghi d’Oltralpe non sempre capivano con quale situazione ci trovassimo quotidianamente confrontati. Il nostro Centro Viaggiatori non ha mai chiuso le porte al pubblico e sono felice di poter dire che nessuno dei collaboratori ha contratto il virus sul posto di lavoro, segno che le misure di protezione messe in atto e la disciplina dei singoli hanno funzionato a dovere.

Che riscontri vi davano i clienti durante questo periodo?

Le prime settimane le abbiamo trascorse rimborsando i viaggi già prenotati. Col passare del tempo, dato che l’offerta, seppur ridotta, ha continuato a funzionare, abbiamo assistito ad un lento ritorno dei viaggiatori. I clienti hanno particolarmente apprezzato il non dover quasi mai aspettare in coda, così come il fatto di potere approfondire meglio le conoscenze di prodotti per i quali prima non avevano tempo.


Lo scorso anno gli svizzeri hanno trascorso le loro vacanze estive (e non solo) in Svizzera: c’è stato un aumento delle prenotazioni o della mole di lavoro da quel punto di vista?

Effettivamente la situazione creata dalla pandemia ha fatto sì che molti Svizzeri abbiano optato per una meta a sud delle Alpi. Lo scorso anno ha visto anche un aumento crescente dei clienti francofoni, un target che fino a prima della pandemia non toccava così spesso le nostre latitudini. La messa in esercizio della galleria di base del Monte Ceneri ha poi contribuito a rendere il Ticino ancora più attrattivo, grazie alla riduzione dei tempi di viaggio sia per coloro che giungono da nord che tra i principali poli turistici cantonali.


Adesso le cose sembrano migliorare sul fronte della pandemia: lo notate anche voi?

Sì, si nota una crescita graduale. Ai nostri sportelli siamo tornati a servire circa 2/3 dei clienti che servivamo nello stesso periodo del 2019. Mancano quasi completamente i viaggi all’estero, e di riflesso i turisti dall’estero. Durante il fine settimana di Pentecoste, ad esempio, abbiamo vissuto un incremento di pubblico e siamo stati in grado di gestirlo in modo efficace, grazie ad un’offerta maggiorata.


Quali sono i prodotti che attualmente i clienti richiedono di più?

Nelle ultime settimane abbiamo potuto proporre e vendere diversi viaggi verso attrazioni turistiche regionali e nazionali. Abbiamo inoltre assistito ad una vera e propria impennata delle richieste di gite scolastiche, in particolar modo di escursioni scolastiche oltre-Gottardo. In questo senso vediamo davvero la voglia di un ritorno alla normalità.


Cosa diresti ai nostri clienti per invogliarli a tornare sui nostri treni (sia pendolari che turisti)?

Le FFS sono un mezzo di trasporto sicuro e puntuale; il treno ed il trasporto pubblico in generale sono il modo migliore per viaggiare e scoprire la Svizzera, in sicurezza e con un occhio di riguardo all’impatto ambientale.

Massimo Camponovo
Massimo Camponovo lavora alle FFS dal 1982. Ha svolto la sua formazione a Olten. All’interno dell’azienda ha svolto numerose mansioni, dalla regolazione del traffico ferroviario allo svolgimento di compiti di carattere amministrativo organizzativo, con numerose esperienze in Svizzera tedesca e in Romandia. Nel 2000 è giunto a Lugano e da allora ha vissuto in prima persona tutte le novità che si sono succedute col passare degli anni. Quella che più lo ha coinvolto è stata senza dubbio il completo rifacimento dello stabile della stazione e dell’atrio principale. Il suo team è composto da 20 persone. Del suo lavoro Massimo apprezza in particolare stare a stretto contatto con i clienti.

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