Coronavirus: informazioni generali per i media

Questo articolo contiene informazioni generali per i rappresentanti dei media sull’impatto del coronavirus sulle FFS. I link ai precedenti comunicati stampa sull’argomento sono elencati nella colonna di destra.

L'obbligo di indossare la mascherina continua ad essere applicato su tutti i trasporti pubblici e nelle aree chiuse delle stazioni ferroviarie in tutta la Svizzera. Nei nostri treni, coloro che seguono le misure di protezione viaggiano in modo sicuro - e nel rispetto del clima.

Adattamento dell’orario TILO e del Léman Express

Il numero di assenze per malattia alle FFS è in aumento. In alcuni casi, non ci sono più le riserve necessarie di personale. Per questo motivo, per esempio, la mattina del 5 gennaio 2022 a Ginevra, cinque treni Léman Express hanno dovuto essere cancellati all'ultimo minuto a causa di assenze per malattia (su un totale di 240 treni Léman Express che circolano ogni giorno).

In seguito alle numerose assenze per malattia, l’offerta ferroviaria nella regione di Ginevra è stata ridotta. I treni Léman Express sulle linee L2 e L4 sono stati cancellati tra Coppet e Annemasse a partire dall’8 gennaio. Queste cancellazioni rimangono in vigore fino al 1 febbraio 2022.

I clienti potranno utilizzare i collegamenti ancora previsti; i treni Léman Express circoleranno quindi con cadenza ogni mezz’ora invece che ogni quarto d’ora tra Coppet e Annemasse.

Per compensare queste cancellazioni, i treni Regioexpress serviranno eccezionalmente tutte le stazioni tra Ginevra e Annemasse.

Questa riduzione dell'orario permetterebbe di evitare cancellazioni di treni all'ultimo minuto a causa di assenze per malattia. Le FFS stanno analizzando molto attentamente la situazione e non escludono ulteriori misure.

Anche TILO, consorella di FFS e Trenord, ha modificato il suo orario. La linea S40 tra Como San Giovanni e Varese è soppressa fino a nuovo avviso. La linea S10 è soppressa tra Chiasso e Como San Giovanni fino a domenica 9 gennaio. Su questa tratta da lunedì 10 gennaio, i collegamenti prima delle 5.00 e dopo le 23.30 saranno cancellati. Lo stesso vale per la S50 tra Biasca e Milano Malpensa.

I clienti sono pregati di usare i collegamenti che continuano a circolare secondo orario. Le FFS chiedono ai viaggiatori di consultare l’orario poco prima del loro viaggio. Al momento non si possono escludere soppressioni a breve termine.

Anche nell’ulteriore traffico transfrontaliero con i paesi confinanti, ci sono attualmente cambiamenti d’orario a causa della mancanza di macchinisti all’estero. L’orario online viene aggiornato costantemente. I viaggiatori sono pregati di consultare l'orario online poco prima di mettersi in viaggio.

Le informazioni più importanti per i viaggiatori che viaggiano in treno in Europa in periodo di Coronavirus sono riassunte di seguito.

L'obiettivo e la missione delle FFS è di garantire la mobilità. Ecco perché le FFS si preparano costantemente a diversi scenari. Esistono, per esempio, scenari nella pianificazione del personale, come l'impiego di personale con competenze di guida che in realtà ricopre altre posizioni (quadri, formatori, ecc.). La perdita dei collegamenti ferroviari è considerata solo come l'ultima di tutte le misure attuabili.

I concetti di protezione esistenti sono ancora in vigore e le FFS attuano le misure dell'UFSP dall'inizio della pandemia. Per i gruppi professionali che devono lavorare in loco per motivi operativi (per esempio nei centri operativi), vengono eseguiti ripetutamente dei test. Le FFS sono regolarmente in contatto con le autorità competenti.

Le FFS stanno intensificando gli sforzi per attirare l’attenzione dei passeggeri all’utilizzo obbligatorio della mascherina su tutti i trasporti pubblici, regola tutt’ora in vigore. Da gennaio 2022, nuovi adesivi sono stati applicati sui treni: "Metti la mascherina. Un gesto di responsabilità. Grazie".

Come si sviluppa la domanda presso le FFS?

Nel mese di dicembre, la domanda misurata in viaggiatori-chilometri era del 24,2 percento più bassa rispetto a dicembre 2019 e del 46,2 percento più alta rispetto a dicembre 2020.

Il grafico seguente illustra l’andamento da inizio 2019:

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Le FFS non aprono più automaticamente le porte dei treni

Dall'inizio di novembre 2021, le FFS non aprono più automaticamente tutte le porte quando un treno si ferma, in parte per ragioni operative. La circolazione dell'aria nei treni è assicurata grazie a moderni sistemi di aria climatizzazione. La misura più importante del concetto di protezione del trasporto pubblico rimane l'obbligo di indossare una mascherina.

Il concetto di protezione del trasporto pubblico prevede l'apertura automatica delle porte alle fermat, laddove ciò è tecnicamente e operativamente possibile per le aziende di trasporto. Questo può favorire la circolazione dell'aria. Dall'inizio di novembre, le FFS hanno rinunciato all'apertura automatica delle porte dei treni. Questo ha senso per ragioni operative.

L'apertura forzata apre anche sezioni del treno che dovrebbero rimanere chiuse per ragioni operative. Questo è il caso, per esempio, quando una composizione del treno viene sganciata in una stazione successiva e trasferita in un impianto di servizio o quando una sezione del treno è bloccata a causa di marciapiedi accorciati a causa di cantieri. Questo si verificherà di frequente in seguito al cambiamento di orario nel dicembre 2021. Saranno effettuati ulteriori viaggi di trasferimento e l'attività cantieristica sarà intensificata, anche nelle stazioni.

Non aprire più le porte automaticamente è anche più piacevole per i clienti durante la stagione più fredda, soprattutto nei mezzi di trasporto più piccoli, e consente di risparmiare energia. Il concetto di protezione prevede che le porte possano rimanere chiuse per motivi legati ai fattori meteorologici.

Il sistema di climatizzazione moderno e le mascherine proteggono i passeggeri e il personale

Una buona circolazione dell'aria e anche la fornitura di aria fresca è fondamentalmente assicurata dalla ventilazione. Questo è particolarmente importante per i viaggi sulla lunga distanza, dove trascorre fino a un'ora tra due fermate e l'apertura delle porte. I moderni sistemi di climatizzazione assicurano che l'aria negli scompartimenti del treno sia completamente rinnovata con aria esterna, in media da 6 a 10 volte all'ora.

La misura più importante del concetto di protezione del trasporto pubblico rimane l'obbligo di indossare le mascherine. I passeggeri e il personale sono protetti nel miglior modo possibile. Il rischio di infezione da Coronavirus sul treno non è maggiore che altrove.

Obbligo di certificato nei ristoranti e bistrot FFS.

Dall'11 giugno 2021 i ristoranti e i bistrot FFS (con servizio al tavolo o takeaway) sono nuovamente aperti. A partire dal 13 settembre 2021 nei ristoranti e bistrot FFS è obbligatorio il certificato covid. I viaggiatori che comandano al takeaway e aspettano la loro comanda (sono consentite al massimo due persone nel takeaway) sono esentati.

La preghiamo di prestare attenzione alle misure di sicurezza in vigore nei ristoranti. Qui trova le informazioni sulla ristorazione ferroviaria.

Revoca dell’obbligo della mascherina sui marciapiedi delle stazioni e alle fermate.

Il Consiglio federale ha deciso ieri di revocare l’obbligo della mascherina all’aperto a partire dal 26 giugno 2021. Ciò significa che i viaggiatori non dovranno più indossare la mascherina sui marciapiedi delle stazioni, alle fermate, sulle seggiovie e sui ponti dei battelli. Tuttavia, l’obbligo della mascherina vige ancora su tutti i mezzi di trasporto pubblici e negli spazi chiusi all’interno delle stazioni. Con la revoca dell’obbligo di telelavoro, il settore dei trasporti pubblici si aspetta un ulteriore aumento dei passeggeri.

Ripristino dell’offerta nel traffico viaggiatori internazionale 

Le informazioni sul traffico viaggiatori internazionale vengono regolarmente attualizzate sulla pagina Viaggiare in treno in Europa in tempi di coronavirus.

C’è un aumentato rischio di contagio sui treni?
In base alle conoscenze attuali e alle evidenze scientifiche, non vi sono indicazioni di un aumentato rischio di contagio nei mezzi pubblici. Numerosi studi dimostrano che il rischio di contagio nei mezzi pubblici non aumenta se vengono rispettate le norme di protezione. Questo è confermato dagli studi sul personale dei treni effettuato da Charité e dall’Imperial College di Londra.

I climatizzatori e i riscaldamenti nei treni rappresentano un rischio di trasmissione?
No. I chiarimenti in materia di medicina del lavoro, d’intesa con l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), hanno dimostrato che, sulla base delle conoscenze attuali, non sussistono sospetti di trasmissione del coronavirus tramite gli impianti di climatizzazione e ventilazione.

Nelle nostre carrozze l’aria viene cambiata completamente più volte all’ora. Nelle flotte più moderne come i veicoli FLIRT, la portata volumetrica dell’aria esterna è regolata in base al grado di occupazione. Precisamente: l’aria condizionata immessa nelle zone viaggiatori è costituita da una parte di aria di ricircolo e da una parte di aria fresca esterna. La quantità della portata volumetrica dell’aria esterna si basa sulle direttive degli standard europei. La portata volumetrica di aria esterna varia da 10 a 15 metri cubi all’ora per persona in funzione della temperatura dell’aria esterna e dell’occupazione nel treno. L’aria immessa nei compartimenti viaggiatori viene rinnovata ogni due-tre minuti e l’aria esterna ogni quattro-sette minuti.

Per dimostrare l’effettiva efficacia della ventilazione, FFS News ha condotto un esperimento sul posto con il Dr. Michael Riediker.

Queste cifre mostrano chiaramente che gli impianti di climatizzazione forniscono sufficiente ventilazione, ricambio d’aria ed effetto di rarefazione. Al confronto, i coefficienti di ricambio d’aria negli edifici climatizzati sono nettamente inferiori con due-cinque ricambi all’ora.

Sia l’aria esterna sia l’aria di ricircolo della climatizzazione sono depurate mediante filtri dell’aria di categoria ISO Coarse, conformemente a ISO 16890. Le specifiche per la scelta del tipo di filtro dell’aria utilizzato si basano anch’esse sulla direttiva degli standard europei. Le FFS sostituiscono questi filtri ogni 90 giorni.

I valori di CO2 sono troppo elevati?
Le FFS eseguono regolarmente le proprie misurazioni utilizzando attrezzature di misurazione calibrate e condizioni limite chiaramente definite. Le concentrazioni di CO2 misurate secondo queste procedure di prova accreditate rispettano i valori imposti in conformità con i requisiti legali e normativi dell’esercizio ferroviario.

Nei sistemi di climatizzazione di tutti i tipi di treni, muniti di aria condizionata, sono installati dei sensori che registrano, controllano e regolano continuamente la concentrazione di CO2. La concentrazione di CO2 nell'aria cambia in maniera dinamica e dipende da vari fattori e diverse variabili. Appena la concentrazione di CO2 aumenta, i controlli dell'aria condizionata reagiscono e regolano la fornitura di aria fresca proveniente dall’esterno. Questa regolazione può richiedere a volte diversi minuti.

I valori misurati recentemente attraverso un procedimento di controllo accreditato, utilizzando un apparecchio di misura portatile calibrato, hanno confermato come i valori si situano su livelli da normale a sufficiente e quindi su livelli non pericolosi per la salute (tra 750 ppm e 1400 ppm). In pochissimi casi e per pochi minuti sono stati rilevati aumenti della concentrazione di CO2 su valori di 1700-1860 ppm. Si è tuttavia visto come i sistemi di regolazione dell’impianto di climatizzazione reagiscono velocemente e regolano l’entrata di aria fresca/esterna aprendo la valvola dell'aria esterna. In pochi minuti si raggiungono così nuovamente concentrazioni di CO2 più basse. Le misurazioni sui treni sono state fatte in differenti tratte, con diversi gradi di occupazione dei treni, in differenti parti del convoglio e in giorni diversi.

Dato che una parte dell'aria è rimessa in circolo attraverso dei filtri, il CO2 non è una buona misura della qualità dell'aria secondo la scienza.

Qual è il bilancio delle FFS riguardo all’obbligo della mascherina nei trasporti pubblici?
L’obbligo della mascherina nei trasporti pubblici continua a essere molto ben rispettato. È una bella notizia e testimonia il fatto che ormai indossare la mascherina è entrato a far parte della nuova normalità nei trasporti pubblici in Svizzera.

Se qualcuno dovesse dimenticare la mascherina, il personale dei treni ricorda alla persona l’obbligo di indossarla. In simili situazioni fa piacere se gli altri viaggiatori vengono in aiuto con una loro mascherina di riserva. In singoli casi capita che il personale dei treni è costretto a chiamare i servizi di sicurezza, perché qualcuno senza mascherina si rifiuta di scendere dal treno. Comportamento che potrebbe sfociare in una denuncia per disobbedienza.

Qual è il parere delle FFS rispetto all’obbligo di presentare un certificato per le persone che non possono indossare la mascherina?
Le FFS accolgono con favore la regola, che facilita il lavoro dei propri collaboratori.

Perché le FFS non mettono a disposizione nei treni mascherine e disinfettante?
Mascherine e disinfettanti sono in vendita in numerosi negozi nelle nostre stazioni (supermercati, chioschi, farmacie) nonché nei distributori automatici Selecta.

Ai nostri clienti mettiamo gratuitamente a disposizione il disinfettante in numerosi dispenser, posti in vari punti nelle nostre stazioni.

Installare simili dispenser sui treni costituirebbe un rischio per la sicurezza, in quanto il disinfettante è altamente infiammabile.

Perché le FFS non mettono in atto misure di protezione più estese?
Il piano di protezione per i trasporti pubblici svizzeri si basa sulle raccomandazioni e le misure emanate dalla Confederazione per la tutela della salute. Le imprese dei trasporti pubblici comunicano queste raccomandazioni ai propri clienti.

Il piano di protezione per i trasporti pubblici svizzeri funziona. Numerosi sondaggi dimostrano che i clienti ritengono sensate le misure di protezione per i trasporti pubblici e si sentono ben informati in merito.

Con che frequenza le FFS puliscono i propri treni e le stazioni?
Dall’inizio della pandemia nel mese di marzo 2020, il personale delle FFS pulisce treni e stazioni ancora più spesso e in modo più intensivo.

  • Pulizia a vista fino a sei volte al giorno con particolare attenzione a superfici, sbarre di sostegno, tasti/pulsanti nonché tavoli e braccioli, smaltimento dei rifiuti, servizi igienici (vaso, pavimento, lavandino).
  • Pulizia quotidiana almeno una volta ogni 24 ore (soprattutto di notte): pulizia a vista (v. sopra) più aspirazione o lavaggio dei pavimenti e pulizia interna dei finestrini.
  • Pulizia intermedia almeno una volta alla settimana: pulizia quotidiana più intensiva con più tempo a disposizione; pulizia esterna presso l’impianto di lavaggio.

Attualmente sono impiegate circa 1000 persone per la pulizia dei treni.

Già a marzo 2020 le FFS hanno intensificato anche la pulizia delle stazioni. In particolare, punti come i corrimani delle scale mobili, i pulsanti degli ascensori o gli schermi dei distributori automatici di biglietti vengono puliti più spesso. Inoltre, viene utilizzato un prodotto di pulizia testato per la COVID-19. Ora le superfici di contatto vengono pulite sei volte al giorno. Nelle stazioni più grandi, agli ingressi e alle uscite maggiormente frequentate così come alle entrate principali sono a disposizione erogatori di prodotti igienizzanti per i clienti.

In che modo la pandemia peggiora la carenza di macchinisti delle FFS?
Nei prossimi anni le FFS avranno bisogno di circa 1000 nuovi macchinisti a causa dei pensionamenti e delle normali fluttuazioni. Attualmente ogni anno va in pensione circa il 2,5% dei macchinisti. Il numero di pensionamenti aumenterà nei prossimi anni a circa il 4% a causa della generazione dei baby boomer. La fluttuazione effettiva è piuttosto bassa, pari all’1%.

Le FFS hanno pertanto notevolmente intensificato il reclutamento e la formazione del personale di locomotiva. Nonostante questa offensiva, la carenza di effettivi per il momento perdura. La crisi del coronavirus aggrava ulteriormente la situazione poiché le formazioni subiscono ritardi. Per un breve periodo sono state completamente sospese e ora devono essere eseguite osservando un elaborato piano di protezione.

Quali regole riguardo al telelavoro e alle mascherine si applicano attualmente al personale delle FFS?
Le FFS dispongono di numerosi piani di protezione, adattati al rischio di contagio dei rispettivi collaboratori.

Tutti i collaboratori la cui funzione lo permette, lavorano prevalentemente in home office. Sono escluse dalla regola dell’home office tutte le attività rilevanti per l’esercizio che devono essere svolte all’esterno oppure, per motivi tecnico-operativi, all’interno degli edifici FFS.

Nell'interesse dell'uniformità, dal 19 ottobre 2020 in tutte le sedi delle FFS vige l'obbligo di indossare la mascherina. Questo significa che dal momento in cui una persona entra in un edificio FFS fino a quando raggiunge la propria postazione di lavoro (negli ingressi, spogliatoi, ascensori, nelle scale ecc.) è obbligata a indossare la mascherina. L’obbligo vige anche nelle sale riunioni e per tutti i collaboratori protetti da un plexiglas, come ad esempio i consulenti alla clientela o il personale alla ricezione. Il distanziamento va rispettato anche quando si indossa la mascherina (principio STOP).

Molti negozi delle stazioni dovranno di nuovo chiudere dal 18 gennaio 2021. Le FFS andranno incontro ai propri locatari?
Le FFS sono consapevoli del fatto che la situazione continui a essere estremamente difficile per i locatari commerciali. Anche le FFS e l’intero sistema dei trasporti pubblici sono fortemente colpiti dalle misure adottate per contrastare il coronavirus. Le FFS continueranno quindi a sostenere i propri locatari commerciali.